In un mercato del lavoro sempre più competitivo, i dipartimenti HR devono prestare un’attenzione crescente alle strategie di employee retention per ridurre il tasso di turnover in azienda.

Mantenere i dipendenti motivati è sempre più difficile e richiede un’attenzione continua da parte dei datori di lavoro, ecco perché l’employee retention è una sfida per quasi tutti i dipartimenti HR. Ideare una strategia di employee retention perfetta è impossibile e anche i migliori manager possono riscontrare delle difficoltà nel mantenere i talenti in azienda. Secondo una ricerca di Willis Towers Watson, più di un quarto dei dipendenti si colloca in una categoria di retention ad alto-rischio. Dato che numerose aziende, anche multinazionali, stanno sperimentando un alto tasso di turnover, bisogna chiedersi cosa cercano realmente le persone da un lavoro e come è possibile motivarle.

Secondo la Teoria dei Fattori Igienici e Motivanti, esistono determinate condizioni aziendali che generano la job satisfaction, altre invece creano insoddisfazione. Quindi, se un dipendente non è né infelice né insoddisfatto del proprio lavoro non significa che sia necessariamente felice e soddisfatto. I fattori che influiscono sulla job satisfaction, ciò che Herzberg chiama fattori motivanti, derivano dalle condizioni lavorative interne all’azienda, come le opportunità di crescita personale, i riconoscimenti e il raggiungimento degli obiettivi. Per esempio, è più probabile che ci sia un alto tasso di turnover in un’azienda dove le possibilità di avanzamento sono limitate rispetto a un’azienda che offre occasioni di crescita. Infatti, la mancanza di opportunità di carriera è uno dei motivi più frequentemente citati dai lavoratori per spiegare la decisione di lasciare il posto di lavoro. Al contrario, le opportunità di avanzamento motivano i dipendenti, andando a influire positivamente anche sul loro entusiasmo e sulla loro dedizione.

Anche la formazione gioca un ruolo importante per l’employee retention.

Per il datore di lavoro la formazione ha una doppia funzione: da un lato è un modo per migliorare le prestazioni del personale e dall’altro è un riconoscimento verso i dipendenti. Attraverso la formazione i lavoratori acquisiscono nuove conoscenze e competenze utili per la crescita personale e per stare al passo con lo sviluppo tecnologico e con le sfide aziendali, mentre i manager dimostrano di dare valore ai propri dipendenti e rafforzano il loro attaccamento all’azienda.

Una persona che percepisce che il proprio impegno viene riconosciuto e apprezzato dai suoi superiori, lavora più volentieri rispetto a una persona che non riceve riconoscimenti. Tutti i professionisti, soprattutto i più ambiziosi, mirano ad accrescere continuamente le proprie skill per rimanere competitivi nel proprio ruolo e settore. Un training allineato con gli obiettivi professionali dei dipendenti rafforza non solo le loro competenze, ma anche la loro opinione dell’azienda. Al contrario, un datore di lavoro che non offre occasioni di apprendimento adeguate, può potenzialmente perdere dei membri del team o ridurre le performance. La formazione quindi non è solo un benefit, ma è un’attività necessaria per l’employee retention e per una più ampia strategia di management del personale. Alcune perplessità che potrebbero dissuadere le aziende dall’avviare un percorso formativo possono essere facilmente superate con una corretta pianificazione del training.

Soluzioni convenienti per contenere i costi della formazione

Alcune aziende potrebbero pensare che il costo per la formazione dei dipendenti sia più elevato rispetto al costo per l’assunzione di personale più qualificato. In realtà, le nuove assunzioni possono costare tra il 30 e il 250% in più a livello retributivo, andando a incidere maggiormente sul bilancio rispetto alla formazione. Inoltre, grazie allo sviluppo delle nuove piattaforme di eLearning, il digital learning ha reso la formazione accessibile a un numero maggiore di utenti e ha ridotto i costi logistici legati alle lezioni in aula.

La formazione motiva e ispira i dipendenti

La formazione è un forte strumento di comunicazione interna: con essa i manager possono comunicare al personale gli obiettivi di business aziendali e l’importanza di ogni singolo dipendente per il raggiungimento di questi traguardi. Il training viene così percepito dai lavoratori come l’intenzione dell’azienda di dare loro gli strumenti necessari ad affrontare le sfide del mercato, rafforzando la loro job satisfaction e il senso di appartenenza al team.

I dipendenti vogliono apprendere nozioni utili per la vita professionale

Presentare un corso come obbligatorio raramente si rivela una strategia vincente: spesso l’entusiasmo dei dipendenti cala di fronte a un training imposto, soprattutto se gli argomenti proposti sono generici e non strettamente relativi alla loro vita professionale. Il primo step per un programma formativo efficace è l’analisi del fabbisogno: dopo aver individuato le reali necessità del personale è possibile pianificare dei corsi che siano realmente rilevanti per i dipendenti e che diano risultati concreti a tutta l’azienda.

La formazione sviluppa le skill necessarie per la crescita professionale dei dipendenti, influenzando positivamente non solo le loro prestazioni e la loro autostima, ma anche la percezione del proprio posto di lavoro. A livello personale, questi fattori diventano particolarmente rilevanti in fase di valutazione di nuove opportunità lavorative, mentre le aziende ne traggono beneficio per ridurre il tasso di turnover e per migliorare il rendimento del team.

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