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Il BLOG di goFLUENT

Il primo barometro goFLUENT del livello di inglese nelle imprese francesi
Secondo la nuova ricerca condotta da goFLUENT e pubblicata su Le Echos, molte tra le più grandi società in Francia non stanno facendo abbastanza per fornire al proprio personale una adeguata conoscenza della lingua inglese.

goFLUENT ha contattato telefonicamente un campione di impiegati senior appartenenti a 120 diverse società facendo una serie di domande in Inglese relative alla sfera lavorativa e assegnando un punteggio da 1 a 10 per comprensione, accento, vocabolario e grammatica.

In generale gli impiegati hanno dimostrato di possedere un buon livello di grammatica ma una capacità di comunicazione comunque limitata totalizzando un punteggio medio di 6,7.

Questo è il panorama in Francia…ma quale sarà il livello di conoscenza dell’Inglese nelle aziende italiane?


Leggi l’articolo completo cliccando qui

NTT Communications: Business Case

La sfida:
NTT Communications (NTT Com) è una società di proprietà della Nippon Telegraph e Telephone Corporation (NTT), uno dei più grandi fornitori al mondo di servizi di telecomunicazione, quotato nelle borse di Tokyo, Londra e New York. La globalizzazione nel mercato delle I&CT ha reso indispensabile comunicare in lingua inglese efficacemente per un numero sempre maggiore di lavoratori che richiedono un insegnamento dell’Inglese con standard elevati. La sfida è quella di soddisfare le richieste più varie di impiegati provenienti da aree molto diverse tra loro e che quindi presentano esigenze diverse: Marketing, Commerciale, Finanza, HR, Legale, R&D, ecc… Gli studenti provenivano da livelli gerarchici diversi e con livelli di conoscenza iniziale della lingua inglese completamente differenti. La società, quindi, era necessariamente alla ricerca di una soluzione per l’apprendimento che fosse innovativa, adattabile, personizzata e professionale.

La soluzione:
Il pacchetto “Live Premium” di goFLUENT è risultata la soluzione perfetta per NTT Com. Questa soluzione offre tutti i vantaggi delle lezioni individuali via telefono con docenti madrelingua e diverse esperienze professionali. Per rispondere ai bisogni e raggiungere gli obiettivi del singolo, l'insegnamento è completato dall’utilizzo della piattaforma personale goFLUENT eLEARNING. Il pacchetto “Live Premium” è stato personalizzato e ottimizzato al fine di soddisfare le esigenze di NTT Com fornendo agli studenti il massimo dell’assistenza attraverso un servizio clienti in giapponese. Questo programma forniva soluzioni di formazione a distanza personalizzate ed interattive attraverso degli strumenti disponbili 24/7 e sempre all’avanguardia. La piattaforma eLearning ha permesso facilmente agli studenti di immergersi completamente nella lingua inglese, approfondire le proprie conoscenze secondo il livello iniziale e delle esigenze specifiche.

Con goFLUENT Live Premium è stata fornita con successo a NTT Com una soluzione di apprendimento della lingua inglese eccezionale ed estremamente efficiente.

Perché abbiamo un blog?

Sul web ormai aprire un blog sembra essere un "must", ma per quale motivo e quale importanza ha per noi di goFLUENT?

Il nostro Blog nasce dall’idea di proporti non soltanto quelle che sono le novità relative ai nostri corsi di inglese e soluzioni di formazione a distanza, ma darti il maggior numero di informazioni relative a questo ambito. Riteniamo infatti importante fare in modo che chi visita il nostro sito possa conoscere quello che è il panorama della formazione linguistica, quali sono le tendenze e le soluzioni più efficaci per raggiungere un obiettivo comune: imparare e migliorare l’inglese. Continueremo a pubblicare articoli, recensioni e news riguardanti i termini più utilizzati nel settore della formazione, le soluzioni disponibili sul mercato nonché dati, statistiche e nozioni storiche.

Continua a leggere e rimani aggiornato con il Blog di goFLUENT!

goFLUENT “Blended Learning”
Al lancio della piattaforma goFLUENT eLearning, abbiamo fatto seguire una analisi dei concetti di lifelong learning e Andragogia. Facciamo ora un passo successivo verso il cosiddetto “Blended Learning” Cosa si intende per “Blended Learning”? Ma soprattutto quale importanza riveste nella formazione firmata goFLUENT?
 
Con il termine “blended” learning si intende “mescolare” diversi tipi di formazione, una modalità formativa che riprende le peculiarità di diversi modelli di apprendimento integrandoli e rendendoli efficaci e su misura per l’utente finale.

Questo approccio individua quale formula vincente un mix tra:
- apprendimento individuale
- lavoro ed interazione in gruppi

Questo tipo di percorso permette di aggirare vincoli spazio-temporali tipici della formazione tradizionale ma anche di mantenere un’interazione forte tra gli studenti. Nell’eLearning “puro”, fatto interamente online, l’utente ha bisogno di motivazioni personali forti per questa ragione non è adatto a tutti i tipi di contenuti: il blended learning supera questo ostacolo.
 

Ma per cosa si distingue la formazione Blended di goFLUENT?

La piattaforma goFLUENT eLearning è ergonomica e “user friendly”. La stessa prevede la possibilità di combinazione delle lezioni telefoniche (Live Lessons con docenti madrelingua) e l’utilizzo di uno strumento innovativo che aiuta a migliorare grammatica e vocabolario inglese grazie a contenuti, video e articoli sempre attuali e stimolanti.



Il blended learning può considerarsi la naturale evoluzione dell’elearning, in un’ottica di sinergia di approcci e strategie diverse, l’obiettivo è rendere l’apprendimento sempre più efficace e personalizzato. In quest’ottica la formazione del futuro va verso un’integrazione di metodologie educative in equilibrio fra presenza e remoto, in una prospettiva di lifelong learning e di valorizzazione dei saperi dell’individuo. Ed è questa la strada che goFLUENT intende perseguire in perfetta sintonia con il benessere e la soddisfazione dell’utente finale.
Il concetto di “Andragogia” nel panorama elearning.

Dopo il concetto di lifelong learning, all’interno del nostro blog tematico sulla formazione a distanza, approfondiamo il concetto di Andragogia.

Il termine andragogia indica i principi, le teorie e le pratiche operative applicate ai processi formativi che guidano l’apprendimento negli adulti. La definizione di andragogia appare per la prima volta nella letteratura scientifica ad opera di M. Knowles che la descrive come la “teoria dell’apprendimento degli adulti”. Nell’andragogia l’elearning risulta essere una delle modalità più adeguate per l’apprendimento degli adulti: le caratteristiche proprie di questa modalità facilitano i processi formativi, adeguandosi alle esigenze e ai bisogni impliciti del pubblico adulto. Le strategie utilizzate nell’elearning rispondono perfettamente a tutti gli elementi essenziali dell’apprendimento degli adulti evidenziati da Knowles.

> Il “bisogno di conoscere”, la “disponibilità ad apprendere” e “l’orientamento verso l’apprendimento”. L’adulto apprende più facilmente se è stimolato da una situazione reale problematica o ha un fine ben determinato e, soprattutto, può applicarlo nella propria vita. Nell’elearning la possibilità di scelta dei corsi, dei moduli, dell’organizzazione dell’apprendimento rispecchia l’esigenza dell’adulto di strutturare il proprio percorso formativo in funzione delle sue reali necessità: l’adulto è sempre in grado di osservare il proprio percorso e contestualizzarlo nella sua vita secondo le sue esigenze. La responsabilità di scelta del personale percorso formativo nell’elearning agisce come catalizzatore del bisogno implicito: l’adulto sceglie il corso più adatto alle sue necessità.

> Il “concetto di sé dello studente”. L’adulto vuole essere trattato come tale: nella formazione, come nella vita, non vuole essere privato della sua capacità di scelta e dell’autonomia conquistata. La formazione in modalità elearning assume, perciò, le caratteristiche indispensabili a mantenere il soggetto protagonista del proprio apprendimento: l’adulto è il diretto responsabile del personale percorso di formazione ed è autonomo nella gestione, sia di tempo sia di spazio. La flessibilità della formazione elearning è inoltre ricavata dalla modularità e dalla possibilità di organizzare i tempi di formazione in funzione di quelli lavorativi, secondo le necessità.

> Il “ruolo dell’esperienza dello studente”. Gli adulti possiedono un proprio bagaglio di conoscenze, competenze ed esperienze che devono essere il punto di partenza su cui strutturare la strategia formativa. La modalità elearning rende partecipi e attivi gli stessi soggetti, e fa delle esperienze pregresse un punto di forza, da condividere nell’ottica di un apprendimento collaborativo che arricchisce tutto il gruppo; > La “motivazione”. L’adulto apprende quando è stimolato da una forte motivazione interna come, ad esempio, il miglioramento della posizione lavorativa o sociale o culturale. In funzione di questo, l’apprendimento in modalità elearning struttura un percorso di autodidattica che crea forti motivazioni, rendendo il soggetto sempre consapevole delle finalità di ogni singolo apprendimento e degli strumenti utilizzati.
Studio sulle tendenze dell’Evoluzione della Formazione Linguistica nell'Unione Europea.

Studio sulle tendenze dell'Evoluzione della Formazione Linguistica nell’Unione Europea. Un primo sondaggio riguardante l’entità del settore della formazione linguistica è stato realizzato, per conto della Commissione Europea, dall'impresa britannica Language Technology Centre, ed è stato presentato a Bruxelles nel mese di Dicembre 2009.

Questo studio, condotto su un periodo di 6 mesi, si basa su un numero di 1000 risposte a dei questionari che sono stati inviati alle associazioni di professionisti, alle autorità nazionali, a privati, nonchè alle direzioni amministrative che si occupano di formazione linguistica. Lo studio è costituito da schede contenenti informazioni specifiche per ogni Stato dell’UE. Per far fronte a questo sondaggio, sono stati presi in particolare considerazione il livello di istruzione degli Stati coinvolti così come l'evoluzione delle modalità di apprendimento e formazione. Un aumento significativo del livello di conoscenza delle lingue straniere in Europa è dovuto principalmente al fatto che il tempo dedicato in media alla formazione è notevolmente aumentato, e che la formazione stessa inizia ad essere proposta anche ai più piccoli. Ricordiamo infatti che in Europa i bambini hanno l'obbligo di studiare una lingua straniera a partire dalla scuola primaria, e talvolta dal primo anno. Tredici dei paesi oggetto del sondaggio considerano l'inglese come la prima lingua straniera, e circa il 90% degli studenti conserva l'inglese stesso come prima lingua all’interno del proprio corso di studi. L'insegnamento di due lingue inoltre è già presente in alcuni paesi europei, nei quali si osserva un aumento del livello medio di conoscenza da parte degli allievi. C’è da dire infine che, oltre al cambiamento della metodologia di insegnamento delle lingue straniere, è la competenza dell'insegnante che farà la differenza.

Il settore della formazione linguistica ha un futuro brillante davanti a sé

Il primo studio riguardante il settore della formazione linguistica promosso dall’Unione Europea rivela un fatturato pari a 8,4 miliardi di euro nel 2008. Se la crescita dovesse continuare nella stessa direzione, il settore in questione chiuderà con un fatturato compreso tra 16,5 e 20 miliardi di euro entro il 2015; queste cifre la rendono una delle attività con maggiore potenzialità dell'Unione Europea, con un tasso di crescita che si aggira intorno al 10% annuo. I servizi legati alla formazione linguistica sembrano peraltro meno colpiti dalla crisi finanziaria rispetto ad altri settori, ciò giustifica la crescita cui abbiamo assistito per questo settore negli ultimi anni. Lo studio dimostra che l'emergere di nuovi impieghi specifici quali la redazione e stesura di testi o creazione di sottotitoli ha indotto necessariamente i professionisti delle lingue europee ad acquisire nuove competenze.

Lo studio evidenzia inoltre gli effetti positivi della globalizzazione, che richiede sempre più traduzioni e interpretazioni di nuove lingue e servizi. 5,7 miliardi di euro di fatturato nel 2008 sono stati registrati relativamente a traduzioni ed interpretazioni. Anche nel Regno Unito, l'aumento in questo specifico settore si è rivelato massiccio; con la globalizzazione infatti il solo inglese non è più sufficiente. Molte aziende straniere, in particolare le PMI, ad oggi sottovalutano le conseguenze di non presentare i loro prodotti nella lingua dei paesi a cui sono rivolte, il che le pone in una posizione di svantaggio rispetto ai concorrenti nazionali.

Il settore delle lingue acquista quindi sia un'importanza economica che strategica. Economica, a causa delle sue proporzioni, della resistenza alla crisi attuale e soprattutto del suo potenziale per il futuro. Strategica in quanto è essenziale per preservare l'identità dei diversi popoli e culture.

eLearning per la vita... Il Lifelong Learning

All’interno del panorama dell’eLearning, che è stato ampiamente definito nelle sue molteplici sfaccettature, trovano spazio diverse definizioni e concetti che andremo a spiegare volta con volta all’interno del nostro blog tematico.

Iniziamo nello specifico a delineare il concetto di lifelong learning in termini di apprendimento lungo il corso della vita, ovvero educazione e formazione permanente. Questa definizione identifica un processo intenzionalmente predisposto e finalizzato all’apprendimento di conoscenze, saperi, abilità, competenze che si realizza durante tutto il corso della vita e va oltre le attività specificatamente realizzate nelle istituzioni scolastiche e formative.

L’attenzione si sposta dalla prevalente dimensione istituzionale del percorso scolastico al soggetto, con i suoi bisogni e le sue aspirazioni, che necessita di un processo di formazione e apprendimento, abbracciando i diversi ambiti di vita professionale, privata, familiare e sociale.

L’avvento dell’elearning ha condotto senza dubbio ad un ripensamento dei modi e delle strategie formative. Le nuove tecnologie infatti rivestono un ruolo cruciale nella realizzazione dell’apprendimento permanente.Nello specifico la continua diffusione delle TIC (Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione) nei processi di apprendimento e insegnamento porta a trasmettere nuove competenze di base rivolte a tutti, tra cui l’acquisizione di competenze linguistiche, informatiche e tecnologiche di base.

Prendiamo poi atto di una crescente innovazione nelle tecniche di apprendimento che del resto si avvicina sempre più all’ambiente domestico e lavorativo, dove l’utilizzo delle TIC fa sì che sia la formazione ad avvicinarsi all’utente e non viceversa.

L’utente, che diviene il centro del processo formativo, grazie alle tecnologie di rete, ha pieno accesso alle fonti del sapere per la propria crescita personale e professionale.
Le nuove tecnologie sostengono lo sviluppo conoscitivo (accesso all’informazione) e lo sviluppo partecipativo (cooperazione e creazione di comunità). Si tende quindi e sempre di più ad enfatizzare il ruolo dell’utente, la sua autonomia e responsabilità, e a favorire la sua acquisizione di metacompetenze atte a svilupparne e potenziarne capacità progettuali per realizzare il proprio percorso formativo in maniera indipendente e attiva.

L’elearning si configura quindi come il nuovo paradigma dell’apprendimento lungo il corso di tutta la vita degli individui, consentendo loro di utilizzare le nuove tecnologie multimediali ed Internet, per poter “creare” ed “usare” la conoscenza in maniera efficace. La rete offre elevate opportunità di interazione: “anytime e anywhere” (in ogni momento e in ogni luogo), sincrone e asincrone, utilizzando diversi dispositivi. In questo modo, possiamo concludere affermando che ciascuno deve avere la possibilità di conciliare lavoro e aspettative personali, dando risposta ai bisogni e alle esigenze che emergono quotidianamente.

Dati tratti da fonte ISFOL ( www.isfol.it )

L’evoluzione della Formazione a distanza: e-learning 2.0

di Paola Vasta

L’e-learning, abbreviazione di electronic learning, indica l’offerta di servizi di formazione fruibile attraverso le tecnologie.

La rete offre così la possibilità di accedere ai contenuti in qualsiasi momento ed in ogni luogo, naturalmente dove sia possibile effettuare una connessione.

Le attese di sviluppo sono state subito altissime, grazie soprattutto alla versatilità delle modalità disponibili (autoapprendimento, formazione guidata da tutor/docente) ed ai molteplici ambiti di applicazione (formazione aziendale, università, istruzione).

Nel 2001 in Italia si diffonde la consapevolezza che l’e-learning rappresenti la risposta più appropriata all’esigenza di aggiornamento continuo, soprattutto in ambito lavorativo. Accanto alle attese e ai successi sopraggiungono i primi fallimenti che vengono, il più delle volte, imputati all’eccessiva ed esclusiva attenzione rivolta agli aspetti tecnologici. Inoltre le strategie didattiche utilizzate risultano spesso poco efficaci; le proposte metodologiche non fanno altro che riprodurre le dinamiche d’aula adattandole alla rete.

Nasce così l’esigenza di un maggiore confronto, da parte del discente, con attività formative più articolate e soprattutto caratterizzate dalla dimensione della ricerca attiva e dalla partecipazione sociale. La potenzialità della rete si esprime soprattutto nell’opportunità di sviluppare la collaborazione tra individui, quindi non solo la possibilità di consultazione e fruizione di materiali didattici preconfezionati, ma bensì una partecipazione attiva e collaborativa. Alle prime esperienze di apprendimento in rete, tipicamente formali, si aggiungono modelli che prevedono un maggiore coinvolgimento dei partecipanti al fine di giungere all’integrazione di conoscenze e soprattutto alla produzione di nuove soluzioni.

Tali caratteristiche sono quelle che oggi vengono indicate come elementi di forza del futuro di Internet. Wikipedia (l’enciclopedia libera) definisce così il web 2.0 “una locuzione utilizzata per indicare genericamente uno stato di evoluzione di Internet (e in particolare del World Wide Web), rispetto alla condizione precedente. Si tende ad indicare come Web 2.0 l’insieme di tutte quelle applicazioni online che permettono uno spiccato livello di interazione sito-utente (blog, forum, chat, sistemi quali Wikipedia, Youtube, Facebook, Myspace, Twitter, Gmail, Wordpress, Tripadvisor ecc.). La locuzione pone l’accento sulle differenze rispetto al cosiddetto Web 1.0, diffuso fino agli anni ’90, e composto prevalentemente da siti web statici, senza alcuna possibilità di interazione con l’utente eccetto la normale navigazione tra le pagine, l’uso delle mail e l’uso dei motori di ricerca”

Il Web 2.0 nasce dalla considerazione che il valore della rete non si esprime solo attraverso la possibilità dell’utilizzo della tecnologia per la fruizione dei contenuti, bensì la sua forza è rappresentata dagli utenti. La rete è quindi una realtà composta da soggetti che partecipano e popolano uno spazio sociale essendo, nello stesso tempo, fruitori e costruttori della rete stessa.

L’e-learning 2.0, definizione proposta dal ricercatore canadese Stephen Domnes (2005), prendendo spunto dall’innovazione del Web e dei suoi utenti, intende ripensare la formazione in rete come l’opportunità di sviluppo dell’intelligenza collettiva “un’intelligenza distributiva ovunque, continuamente valorizzata, coordinata in tempo reale, che porta ad una mobilitazione effettiva delle competenze” (Lévy, 1996).

L’Isfol ha pubblicato ultimamente il libro “Il bene apprendere nei contesti e-learning” dove sono illustrati i risultati di una ricerca orientata alla diffusione delle metodologie e degli strumenti di apprendimento online utili all’utenza “adulta”, in grado di farsi portatrice delle proprie istanze di formazione professionale e continua. Per i ricercatori Isfol la tradizionale formazione a distanza è superata; i percorsi formativi e di apprendimento devono diventare sempre più momenti partecipati e dinamici in grado di promuovere la costruzione e lo sviluppo di nuove conoscenze.

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